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MASSONERIA

LA PATERNITA’ DEL MONDO MODERNO: I PENSIERI DI UN 33

Léo Campion (1905-1992), di origine belga, fu nella sua vita brillante giornalista, scrittore di

canzoni, artista, direttore di teatro, umorista, ma non soltanto: iniziato alla massoneria a Bruxelles
nel 1930, fu parallelamente anarchico militante, anticlericale, antimilitarista e malthusiano

ffffffff
.
Elevato nel dopoguerra al 33° grado del Rito Scozzese apparteneva al capitolo e areopago
“L’Amicizia Clemente” di Parigi (i capitoli radunano gli alti gradi massonici). Di tutto questo non
faceva mistero, al punto di affidare le proprie convinzioni e quelle dei “fratelli” ad un’opera
intitolata Gli anarchici nella Massoneria ovvero gli anelli libertari della Catena d’Unione, affiancata successivamente nel 1978 da una versione “profana” pubblicata sotto il titolo Le Drapeau
noir, l’équerre et le compas (La bandiera nera, la squadra e il compasso), alla quale si farà qui

ffffffff
riferimento. Il libro si fregia della seguente epigrafe, tratta dal Rapporto presentato al Convegno del
Grande Oriente di Francia nel 1973:
“Alla ricerca di una nuova morale, la Massoneria ha per metodo: l’anarchia nell’Ordine e il
rifiuto delle istituzioni attraverso l’accettazione dei Riti.”
Parimenti eloquente è il primo capitolo del libro, ove si parla delle origini dell’Anarchismo, in
una chiara professione di fede degli alti gradi:

“Fra i precursori è lecito citare in primo luogo Prometeo, un genio nel suo campo, che, sottraendo
il Fuoco dal Cielo, ci ha recato la Luce, e Satana, un moralista, allo stesso tempo il liberatore e
l’Iniziatore, l’essere che ci ha insegnato la Disobbedienza e la Voluttà; Satana, che il fratello
Bakunin qualificava: l’eterno ribelle, il primo libero pensatore ed emancipatore dei mondi” (p. 11).

dio_e_lucifero

Il principe Michail Aleksandrovich Bakunin,

Bakunin_Nadar

l’anarchico citato con dovizia dal Campion nel suo
libro, iniziato alla massoneria nel 1845 ed elevato al 32° grado del Rito Scozzese Antico ed
Accettato nel 1865, ammesso nell’Internazionale Comunista nel 1868 e traduttore delle opere di
Karl Marx, aveva scritto:
“La Massoneria, al contrario, per poco che voglia rimanere fedele alla sua prima destinazione,
deve esigere l’emancipazione completa dell’uomo, l’edificazione dell’umanità attraverso la libertà,
sulle rovine di ogni autorità” (p. 35).
Pensiero che il Campion nelle pagine successive sviluppa esaltando logicamente i peggiori
teorici della sovversione anticristiana, fino a giungere a sostenere che anarchici e massoni sono lo

stesso “sale della terra” (p. 153). Grazie a loro, infatti, alla loro opera antagonista della morale

tradizionale, il mondo può essere trasformato secondo i loro piani, come testimoniano in modo
lampante le pagine 153, 154 dell’opera citata:

“E si rimane sbalorditi al vedere acquisito ciò che sembrava utopico quando questi sognatori
(gli iniziati, N.d.A.) non avevano che il torto di avere ragione troppo presto. Sia che essi abbiano
elaborato nel segreto delle logge l’idea delle riforme sociali prima che fosse maturata, sia che
abbiano proclamato la fondatezza dei necessari rivolgimenti. Chi poteva prevedere il Family
Planning, la pillola e l’aborto legale, quando i neomalthusiani del secolo scorso preconizzavano la
libera maternità e la limitazione delle nascite? Chi poteva immaginare il riconoscimento
dell’obiezione di coscienza, allorché all’inizio del secolo solo qualche raro refrattario rifiutava di
imparare ad uccidere il suo prossimo? Chi poteva pensare, quando i pedagoghi anarchici venivano
disprezzati come Paul Robin

o assassinati come Francisco Ferrer, che un giorno i loro metodi
educativi avrebbero prevalso?…Chi poteva predire l’abolizione della pena di morte in quasi tutte le
democrazie moderne, allorché il marchese de Sade

nel corso di una tenuta della sua loggia
anticipava i suoi progetti ai Fratelli, prima di proporne l’applicazione al mondo profano? Chi
avrebbe potuto contemplale il diritto di sciopero quando Sylvan Maréchal
prima della
Rivoluzione del 1789, poneva il principio dello sciopero generale? Chi poteva presentire la
decolonizzazione quando Multatuli

lottava nelle Indie Olandesi in favore degli indigeni, o quando
Louis Michel, deportato in Nuova Caledonia, vi difendeva i Kanaki?
Tutto questo sottolinea la pertinenza di quell’ammirevole slogan del maggio 1968: Siate
realisti, chiedete l’impossibile”.
“Impossibile”, commenta l’autore dell’articolo Michel Canet, cinquant’anni fa era l’assassinio
legalizzato e pianificato dei nascituri, il trionfo e l’onnipresenza della pornografia, la sostituzione
dell’istruzione pubblica con un sistema di abbrutimento e avvilimento della gioventù, la perdita
dell’impero coloniale francese e l’invasione del territorio nazionale da parte di milioni di stranieri
ositili, che fuggivano i loro paesi rovinati dalla decolonizzazione…
“Impossibile” era, prosegue il Canet, solo vent’anni fa l’assassinio legale e pianificato dei vecchi
e dei malati incurabili (pratica oggi non ancora legale, ma corrente e così ben tollerata che i suoi
autori possono impunemente vantarsene alla televisione).
(“Impossibile” ) Era il “matrimonio” degli omosessuali (in corso di legalizzazione), era ancora
la legittimazione dell’incesto, la soppressione di una sovranità francese che durava da più di mille
anni. Tutte queste idee, conclude il Canet, (anche se peculiari della realtà francese, possono senza

sforzo essere generalizzate e perciò applicate a tutto l’Occidente, N.d.A.) che all’origine apparivano
scandalose e impossibili, sono state concepite, affinate e diffuse nelle logge prima di essere
progressivamente instillate in un’opinione pubblica accuratamente lavorata per essere resa incapace
di una reazione efficace. Si tratta, conclude il Canet, dell’«Arte Reale» della Massoneria.

Tratto dal Libro Massonerie e sette segrete

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